"LaMiaDama" a “Le trame di Giorgione”

“LaMiaDama” a “ Le Trame di Giorgione ”

Casa Costanzo, uno dei luoghi “giorgioneschi” inseriti all’interno del percorso nella Città Murata di Castelfranco Veneto nell’ambito della Mostra Diffusa “ Le Trame di Giorgione “, accoglie i visitatori nel salone del piano nobile dove, accanto alle imprese dei Costanzo e dei Verni di Maiorca, lo spazio è affrescato da fasce parietali che lo percorrono nella sua interezza.
In questa storica dimora del cavaliere Tuzio Costanzo, il committente della Pala di Giorgione, sono esposte le opere di alta tessoria di Bevilacqua di Venezia, della Serica 1870 di Pedeguarda e l’opera contemporanea di Maria Teresa Sabatiello: “LaMiaDama“.

Scrive Maria Teresa Sabatiello: “La preziosità raccontata dai dipinti di Grandi Maestri è accompagnata dallo svolgersi di tessuti e merletti pregiati.
Il dialogo sottile, delicatissimo e silenzioso che interviene, racconta di sfarzi e umori dell’epoca, segnando la distanza nel tempo e dei luoghi.
E la distanza dei luoghi non è solo in chiave fisica, quanto di casta, di classe.
E la classe non è solo quella sociale, ma la raffinatezza del gusto che spesso separa la provincia dal centro cittadino importante.
In questo sottile e raffinato gioco di velluti, sete e merletti, inseguendo occhi ora assenti, ora alteri e superbi… si inserisce una Pietra marina.
Si, perchè se mani esperte e scrupolose hanno intessuto fili e impreziosito di ricami stoffe pregiate, il Mare ha, con tocco altrettanto delicato e deciso, modellato una Dama che, proprio nello stesso periodo storico rappresentato in mostra, avrebbe potuto indossare quelle vesti.
Ed è così che i merletti bianchi che ornano il suo abito non sono dipinti, ma “realizzati” da quell’affascinante scorrere dell’acqua e del tempo.
Anche il nastro tra i capelli ad ornamento della elaborata pettinatura è opera del Mare.
Le Trame della Pietra, così come quelle della stoffa,, identificano la protagonista e la ‘disegnano’.
E’ stato ‘facile’ poi, con pennelli e colori, vestirla di velluti ed ornarla di perle.
Il suo profilo così naturalmente scolpito chiedeva solo di essere ‘scoperto’, perchè nelle Anime di Pietra il colore, scopre, invece di ricoprire, svela, Anima…”