Maria Teresa Sabatiello

Maria Teresa Sabatiello

Biografia –  Biography

 

Ho sempre avuto la propensione a scrutare con attenzione ogni cosa, e… nell’osservare, perdermi… vedere altrooltre. E’ qualcosa di “congenito”, nessuna premeditazione, le immagini si accavallano negli occhi e nella mente. Ho indagato oltre l’aspetto tangibile facendo della materia il punto di partenza e del colore il mezzo. Fermamente convinta che non esista nulla in natura che non meriti che il nostro sguardo vi si poggi anche una seconda volta.

Che ogni forma possa essere letta ed interpretata. Da piccola mi affascinavano le ombre contro il muro, le osservavo a lungo, mi incuriosiva il “passaggio” dell’oggetto da reale alla forma irreale. Da solido a piatto contro un muro. Accostavo cose diverse e mi divertiva vederle trasferite sulla parete dove acquistavano, insieme, una nuova forma che sembrava non avere alcun significato, ma che invece aveva un “contenuto tangibile” ben definito.

Le mie Pietre sono un po’ quelle sagome che escono dall’ombra, scendono dal muro, si materializzano e rivelano a me il loro contenuto reale. Mi piace pensare che ognuna sia un racconto, un pezzo di storia, una vera e propria scheggia di vita, una sorta di lettera naturale, modellata dal mare, dal vento, dallo scalpello del tempo trascorso per giungere fin qui… che “fin qui” sia io, perché è lei che “prende” me.

La relazione che intercorre tra la Pietra e Me è qualcosa che nasce istintivamente, prima ancora che io stessa possa darle un significato. I miei occhi e le mie mani si poggiano sul sasso, ne vengono rapiti e lo “rapiscono” di conseguenza, a quella natura che, benevolmente la scolpisce per me… ed io per ringraziarla dipingo per lei, portando a compimento un opera già in parte realizzata. Il pieno rispetto della forma naturale è, per me, fondamentale.

Quando raccolgo un sasso non sempre ho ben chiaro in mente il suo suggerimento, a volte è un semplice bisbiglio… poi, poggio la pietra sul tornio e ad un certo punto il bisbiglio diventa prima voce chiara e nitida ed infine un vero e proprio urlo… La mano prende a tracciare il disegno in tutti i suoi dettagli, affinché poi, nel dipingere, nulla vada “perso”… nessuna piega, nessuna sporgenza: il colore scopre, invece che ricoprire, svela, Anima… 

 

BIOGRAPHY 

I have always been in the habit of observing things very carefully, getting absorbed in them and seeing other things in them, seeing beyond them. It is something that comes naturally to me, it’s not premeditated: the images just begin to overlap in my eyes and my mind. I seek to go beyond appearances, starting from the matter itself, and using colour as my medium. I am entirely convinced that there is nothing in nature that does not merit a second look. And I believe that every form can be read and  interpreted.

As a child I was fascinated by the shapes that shadows cast against walls.

I would observe them for a long time, and I was intrigued by the way in which the object changed from a real form into an “unreal” form, from a solid to  a two-dimensional presence against the wall. I used to like grouping together different objects and seeing how their likeness was trasferred to the wall, creating a new form that seemed meaningless, but was actually made up of tnagible, real objects. 

My Stones are a bit like those forms that emerge from shadows, sliding down the wall and taking shape before me, showing me their true selves.  I like to think that each one is a story, a piece of history, an authentic fragment of life, a sort of letter from nature, shaped by the sea and the wind, sculpted by time to arrive a this very point, the point where I am, where I get drawn into its story. 

The relationship between me and each Stone is something that comes about instictively, before I can give it a meaning. My eyes and my hands alight on the stone, are captured by it, and in turn capture it from nature, which has sculpted it for me. To show my gratitude I paint the story it holds, completing a work which is already partially accomplished. 

Fully respecting the natural form is vitally important to me.

When I pick up a stone, I don’t always get a feel for its story right away.  At time it is little more than a whisper… Then I put the stone on my wheel and the whisper becomes a clear voice, which gets louder and louder… My hands traces out the design in all its details, so that nothing will be lost when I start to paint, not a single crease or bulge: the colours I apply reveal rather than covering, unveiling the story and breathing life into the form.  

Opere ed Installazioni